Il mio amico Wally ha avuto una carriera professionale tutta in discesa, ha iniziato nel 2000 come assistente art director, poi è sceso di livello e ha fatto il grafico, poi ancora un livello più in basso e ha fatto l’operatore di post produzione e alla fine nel 2009 è sceso ancora più in basso e lo hanno licenziato. Ma più il suo lavoro da dipendente peggiorava, più il suo lavoro dei sogni decollava. Qualche anno prima infatti aveva cominciato a fare quadri e installazioni in strada firmandosi “Orticanoodles”. Così quando rimane senza lavoro decide, insieme alla sua compagna, di seguire la loro passione e fare gli artisti a tempo pieno. Iniziano a fare piccoli murales su commissione. Sono bravi, competitivi e hanno una tecnica unica che si ispira allo “spolvero” di Michelangelo. E così le pareti da dipingere diventano sempre di più e sempre più grandi. Tante che arrivano a dipingere interi palazzi. Quando gli domando come facciano mi risponde che è molto semplice, perché anche la parete più grande può essere scomposta in tanti piccole parti che sono molto più semplici da dipingere. Ti ho raccontato la storia del mio amico Wally perché quando ti metti in proprio ogni giorno devi risolvere tanti problemi e alcuni di questi possono essere grossi. In tal caso, il modo migliore per risolverli è fare proprio come Wally fa con le sue pareti gigantesche: scomponi ogni problema in tanti piccoli problemi che, essendo più piccoli, sono più facilmente risolvibili.

“I problemi non possono essere risolti con le stesse logiche che li hanno creati.”

— A. Einstein

Un metodo per risolvere ogni problema.

All’interno del suo celebre Discorso sul metodo, il filosofo francese Cartesio si dà solo quattro regole per vivere, a patto di prendere la ferma e costante risoluzione di non mancare di rispettarle neanche una sola volta. Tra queste regole, la seconda prevede di dividere ogni grande problema in quante più parti possibile così da risolverlo al meglio. Proprio come le pareti di Orticanoodles!